Stamattina a piazza Sacro Cuore i neofascisti di Forza Nuova si riuniranno per dare sfogo ai loro latrati contro i manifesti atei dell’UAAR. Durante la manifestazione, srotoleranno uno striscione con la conciliante scritta “la buona notizia è che Dio esiste, la cattiva è che si vergogna d’aver creato i rom”. Vorrei scrivere un articolo “pacatamente e serenamente”, ma come si fa ad essere sereni o composti di fronte a questa flagrante degenerazione della democrazia? Non bisogna prendersela con questi scarti culturali: nelle società avanzate, purtroppo, esisteranno sempre dei semianalfabeti pronti a gridare la propria violenza gregaria. Il dramma è che nessuno s’indigna! Questi squadristi possono gridare le loro bestialità tranquillamente negli organi di stampa locali, senza essere sommersi da insulti e fischi d’indignazione. Non molto tempo fa il borgomastro di Colonia Schramma apostrofò le bestie da selva riunite nella propria città (tra i quali l’eurodeputato Borghezio) “cricca marcia di eurofascisti”, invitandoli ad andarsene dalla città in quanto ospiti non graditi. Da noi invece, il giornale online del centro-destra, che si fregia del nome di “Abruzzo liberale”, addirittura ospita il loro farneticante comunicato senza alcun commento. Ebbene, di liberale un giornale che dà spazio a questo materiale escrementizio non ha nulla, ma proprio nulla! Andassero a rileggere i padri del liberismo: Mill, Smith, Locke e gli altri grandi filosofi, se ne sono capaci! La democrazia è intollerante unicamente verso l’intolleranza, vale a dire, contro quelle forze regressive che impediscono la libera convivenza degli individui, tutti uguali per dignità e diritti. Invocare Dio per giustificare l’odio razziale è un segnale pericolosissimo, irresponsabilmente sottovalutato dai nostri organi di stampa fruffrù, che riportano asetticamente la notizia, come si trattasse del mercatino dell’usato. Ricondurre le differenze etniche, culturali e sociali ad una radice ultima trascendente (Dio) o meno (la natura) è la forma più radicale di razzismo, lo stesso che ispirò le leggi razziali nella Germania nazista, seguita a ruota dall’italietta fascista. Ma in fondo, come dar torto a questi selvaggi? Col sindaco di Roma che si vanta di avere al collo la croce celtica, il presidente del consiglio che sostiene che Mussolini mandasse la gente in vacanza, Licio Gelli (ispiratore del programma dell’attuale governo) che si dichiara orgoglioso di essere rimasto fascista, queste teste rasate si sentono giustificate nella loro violenza.Infine, è miserevole sia per i credenti che per i non credenti lo spettacolo della classe dirigente che riduce il cristianesimo a ideologia. Vorrei concludere lasciando la parola al vescovo di Chieti Bruno Forte, che, lui sì, del Cristianesimo parla con autorevolezza: “se il cristianesimo è la religione della rivelazione e dell’obbedienza della fede, esso non potrà essere contrabbandato con alcuna ideologia, né potrà essere svenduto come supporto di una delle forze in gioco.” (L’essenza del Cristianesimo, Milano, Mondadori, p. 48).









